Sommo architetto e urbanista, letterato prodigioso, teorico dell’arte acutissimo, ma anche matematico, pittore, archeologo, fisico, chimico, musicista, Leon Battista Alberti (1404-1472) fu l’uomo che prima di Leonardo incarnò gli ideali universali dell’Umanesimo, dotato di un’intelligenza pronta ad addentrarsi nei campi più diversi, capace di formulare sintesi inedite di razionalità e bellezza, di dettare le regole di una nuova estetica e di forgiare la sensibilità di un’epoca.
La grande mostra allestita nel monumentale Palazzo Strozzi rende omaggio a uno dei protagonisti della cultura rinascimentale con l’esposizione di oltre 160 opere su Leon Battista Alberti e sulla lezione estetica albertiana riflessa nei capolavori di Donatello, Ghiberti, Andrea del Castagno, lo Scheggia, Filippo Lippi, Neri di Bicci, Rossellino, Filarete, Verrocchio, Botticelli, Fra’ Carnevale, presenti tra gli altri in mostra.
Le opere d’arte esposte, oltre a manufatti di arti minori (tessuti, modellini, oreficerie, etc.), medaglie, manoscritti, lettere e volumi a stampa, ma anche sussidi multimediali, sono parti di un percorso unitario che intende mostrare quanto profondamente la presenza del pensiero albertiano abbia permeato l’immaginario estetico dell’età dell’Umanesimo e influenzato la produzione figurativa dell’epoca.
La Firenze di Alberti: il Palazzo Rucellai, la facciata di Santa Maria Novella, il Tempietto del Santo Sepolcro in San Pancrazio, la tribuna della Santissima Annunziata ampliano ed integrano la mostra, creando un percorso forse meno conosciuto ai più, ma straordinario e unico.
Realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica a conclusione delle manifestazioni per il VI centenario della nascita di Leon Battista Alberti, l’esposizione è promossa e progettata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e realizzata da Firenze Mostre, con il prezioso apporto della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e delle altre Soprintendenze territoriali, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, del Comune di Firenze, dell’Università degli Studi di Firenze e del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Albertiane.
La mostra è curata da Cristina Acidini (soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze) e da Gabriele Morolli (ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Ateneo fiorentino). Il catalogo è di Mandragora/Maschietto Editore.